14-03-2016

Tintoria di Quaregna, l’arte della tintura naturale

Solo colori estratti da erbe e piante anche per la nuova linea di filati Betulla prodotti dalla Tintoria di Quaregna

di Paola Capodacqua

Lo scorso gennaio ho visitato la fiera professionale Pitti Immagine Filati per dare un’occhiata ai nuovi trend proposti per la stagione primavera/estate 2017. Una delle aziende che ha attirato particolarmente la mia attenzione è stata la Tintoria di Quaregna. Quest’azienda piemontese, nata nel 1948 come tintoria chimica, oltre a eseguire numerosi trattamenti tecnici e finissaggi di lane pure, cashmere e altre fibre nobili, è specializzata anche nelle tinture naturali. La loro ricerca, svolta sulle tradizionali metodologie di colorazione naturale e sugli elementi della flora e della fauna adottati sin dai tempi più remoti da antiche civiltà del mondo, è durata ben 18 anni e nel 2010 ha ricevuto un importante riconoscimento da parte dellaWoolmark Company, la massima autorità globale che certifica la qualità della lana.
Ho apprezzato molto l’impegno di quest’azienda a sviluppare in chiave ecologica e moderna questi procedimenti forse anche un po’ dimenticati, perché è molto alta la richiesta di vere tinture naturali, che sono ben diverse da quelle cosiddette ecologiche ottenute con prodotti chimici definiti a basso impatto ambientale. Infatti la Tintoria di Quaregna proprio per la sua riconosciuta peculiarità ha potuto accedere a finanziamenti europei e stringere collaborazioni con centri di ricerca internazionali.

Papavero, foto Tintoria di Quaregna

Durante la sua lunga attività di ricerca e sperimentazione ha catalogato ben 212 elementi dai quali estrarre i pigmenti utili alla tintura, tra i quali il papavero, il sandalo, l’henné, il mirtillo, la frangula, il noce, il ginepro, il castagno, il frassino, l’equiseto, la calendula, e la malva solo per citarne alcuni. Il 65% delle erbe utilizzate proviene dall’Italia e dall’Europa, il resto dall’Asia e dalle Americhe. Ognuna di queste erbe, fiori e legni singolarmente, o sapientemente miscelati tra loro senza l’uso di additivi chimici, offre una vasta gamma di colorazioni e sfumature. Queste tinture completamente naturali hanno buone caratteristiche di resistenza e di solidità al lavaggio e alla luce, e possono essere impiegate per numerose fibre naturali come lana pura, seta, cotone, lino e canapa.

Catechu, foto Tintoria di Quaregna

Ma vediamo nello specifico alcuni degli elementi utili per le tinture. Il catechu è un estratto ottenuto da piante di acacia indiana impiegato sia per la tintura che per la concia della pelle. Anticamente veniva usato sia per tingere tessuti, ma anche come medicinale per le sue proprietà antisettiche, astringenti ed espettoranti. Dalla lavorazione del suo legno viene estratta una sostanza marrone a base di tannino che una volta trattata dà origine a colori come il grigio, il marrone e il verde oliva. Il campeggio, usato già dagli Aztechi come tintura, è una pianta sempreverde dal legno rossastro che cresce anche nella baia messicana del Campeche, e dal quale si estrae la ematossilina, un componente rosso brillante che miscelato con altre erbe, genera un’ampia serie di coloriture che spaziano dai marroni ai grigi, dai neri ai blu intensi.

Campeggio

Campeggio, foto Tintoria di Quaregna

La robbia è una pianta che contiene l’alizarina rossa, con la quale si possono ottenere diverse gradazioni dall’arancio al rosa. Il colorante, che si estrae dalle radici, veniva utilizzato anche nell’antico Egitto sia come tintura rossa per filati, tessuti e pelli, che come pigmento per pitture murali. Una tra le più importanti categorie di piante dalle quali vengono estratti i coloranti è l’indigofera. Dopo un lungo procedimento di lavorazione si ottiene il color indaco, una tinta tra il viola e il blu. Questa tintura, usata sin dagli albori del genere umano, pare ne siano state trovate tracce anche in reperti del Neolitico, è nota per essere emblema di ricchezza per i nomadi Tuareg e colore simbolico delle divinità in India. Anche i giapponesi sono storicamente e tradizionalmente legati all’indaco che viene prodotto e usato soprattutto nelle tintorie della regione di Tokushima fin dal X secolo. A Nantan, città della prefettura di Kyoto, ha sede un piccolo museo dedicato alla storia e alla tradizione di questa tintura naturale.

Vasche - Tintoria di Quaregna

Vasche per la tintura, foto Tintoria di Quaregna

La Tintoria di Quaregna ha sempre lavorato esclusivamente con le aziende che producono filati e tessuti, ma da quest’anno ha deciso di entrare nel mercato al dettaglio lanciando Betulla, una sua collezione di filati destinata agli appassionati delknitting. La nuova linea, che è in vendita nelle mercerie e nei negozi specializzati, comprende filati di lana, lino, cotone e cashmere tinti con il metodo esclusivo Naturale, marchio registrato e approvato da Woolmark. Per ulteriori informazioni sulle tipologie e i colori disponibili vi consiglio di visitare il sito.

Tintoria di Quaregna Naturale video di Yuri Storasi

 

Fonte articolo: paolacapodacqua

 

 

 

 

 

21-12-2015

24 novembre 2015 Moda

Falconeri la nuova linea di Cashmere con tintura alle erbe

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Si parla sempre di più di processi di lavorazione e produzione green all’interno del settore tessile. Ecco quindi che Falconeri lancia il Cashmere tintura naturale alle erbe, realizzato in collaborazione con la Tintoria di Quaregna.
 
Falconeri è il brand italiano che si è fatto sempre più strada grazie ad una forte tradizione nella produzione di maglieria e cashmere. Per l’autunno-inverno 2015/2016 ha deciso di lanciare una capsule dalle tinture naturali alle erbe lavorate dalla Tintoria di Quaregna, che affonda le sue radici nel 1948 e vanta moltissime lavorazioni nel campo della tintoria tessile, e sempre all’avanguardia nello studio di nuovi processi e tecniche tintoriali.
Partendo dallo studio di antiche tecniche di tintura e tramite l’osservazione della natura, nasce dunque questa nuova linea di filati attenti all’ambiente. La collezione è realizzata tramite un processo di tintura completamente naturale, ottenuta con la messa a punto di oltre cento diverse ricette a base di erbe, senza l’utilizzo di nessun prodotto chimico.
L’intero processo è infatti completamente green ed utilizza unicamente elementi quali fiori, foglie, bacche e radici per ottenere una vasta gamma di colori e sfumature di particolare fascino.
I filati della capsule Cashmere tintura naturale alle erbe sono frutto di approfonditi studi che hanno tenuto in grande considerazione il rispetto per l’ambiente e i processi di lavorazione ecocompatibili. La gamma di colori è dolce e accattivante: si parte da delicati toni pastello per arrivare a toni più caldi e intensi.
Per realizzare la sua nuova capsule collection Falconeri ha attinto al vasto mondo vegetale, utilizzando in particolare:
  • il Catecù, un estratto che si ottiene da diverse piante, principalmente da due tipi di acacia generalmente provenienti dall’India. Usato in tintura Catecù fornisce un’affascinante gamma di rosa e marroni.
  • l’Indigofera tinctoria, pianta della famiglia delle Fabacee, utilizzata già dai maestri tintori dell’antico Egitto, fonte per millenni del più bello e stabile blu. Usato in tintura l’Indigofera fornisce un’affascinante gamma di blu e azzurri.
  • il Campeggio è un albero coperto di spine sempreverdi che cresce sul livello del mare, che si sviluppa originariamente nella baia del Campeche in Messico, da cui trae il nome. Usato in tintura il legno di Campeggio miscelato a legni di provenienza indiana è in grado di donare una vastissima gamma di colori neri.
  • la Papaver Rhoeas, o comunemente Papavero o Rosolaccio, è una pianta erbacea largamente diffusa in Italia. Utilizzato in tintura i petali del papavero forniscono un’affascinante gamma di marroni e beige.
La certificazione Woolmark Approved Natural Coloration Technology attesta l’unicità di questa collezione di filati e le buone caratteristiche di solidità alla luce e ai lavaggi.
Una scelta interessante per un nuovo stile di vita migliore 100% Made in Italy.

Fonte: likemimagazine

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14-12-2015

FALCONERI “CAPSULE TINTURE NATURALI ALLE ERBE“

La campagna e il contest #SpiritiLiberi portano con sé un nuovo DNA definito del marchio, che trova nella natura il palcoscenico ideale per i propri capi, da sempre realizzati in filati naturali e non trattati, dalle forme morbide e avvolgenti, nei colori della terra, del cielo e dei boschi.
Proseguendo su questo percorso nella collezione Autunno Inverno ecco nascere una capsule dalle tinture naturali alle erbe lavorate dalla Tintoria di Quaregna e dalla sua decennale storia.

La tintura naturale di Quaregna affonda le sue radici nel 1948 e vanta moltissime lavorazioni nel campo della tintoria tessile.

“NATURALE” è il processo di tintura completamente green che utilizza unicamente elementi quali fiori, foglie, bacche e radici per ottenere una vasta gamma di colori e sfumature di particolare fascino.

I filati della capsule “tintura naturale alle erbe” sono frutto di approfonditi studi che hanno tenuto in grande considerazione il rispetto per l’ambiente e i processi di lavorazione ecocompatibili; infatti nel processo di tintura non vengono assolutamente utilizzati processi chimici ausiliari.

La gamma di colori è dolce e accattivante, comprendendo toni delicati di pastello, fino a toni più caldi e intensi.

Questo particolare procedimento è l’unica tecnologia di tintura naturale approvata da WOOLMARK nel mondo.

La capsule Falconeri in cashmere è stata tinta utilizzando INDIGOFERA, CAMPEGGIO, CATECU E PAPAVERO, declinata nei modelli girocollo e golfino.
 
Falconeri, brand italiano con una grande tradizione nella produzione di maglieria e cashmere, entra a far parte del Gruppo Calzedonia nel 2009.

I capi Falconeri sono realizzati in filati naturali pregiati e prodotti interamente in Italia. Coniugano tradizione e creatività, semplicità e attenzione per i dettagli, mantenendo un prezzo accessibile.

Fonte: modaitaliamagazine.com

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25-11-2015

Il cashmere tinto con le erbe: Falconeri sceglie il green

 

E lancia una capsule collection che trova ancora una volta nella natura il suo palcoscenico ideale: maglioni colorati con fiori, foglie, bacche e radici dalla Tintoria di Quaregna

 

 

Morbidissima, in colori soft, e incredibilmente green. E’ la capsule collection lanciata da Falconeri, dalle tinture naturali alle erbe lavorate dalla Tintoria di Quaregna di Biella, che ha una storia decennale. Il brand italiano, marchio del gruppo Calzedonia, ha sposato ancora una volta la “causa natura”. Dopo la campagna di comunicazione e il contest #SpiritiLiberi, che ha portato con sé un nuovo dna che trova nei paesaggi incontaminati, nella terra, nel cielo e nei boschi il suo palcoscenico ideale, ora è la volta dei filati eco-compatibili.

 

 

Siamo andati in negozio a Milano per scoprire (e toccare con mano) la linea di pull in cashmere tinta utilizzando Indigofera, Campeggio, Catecu e Papavero, e declinata nei modelli girocollo e golfino. Petali in infuso, affascinanti gamme di colori e una tintoria che “assomiglia a un laboratorio chimico, dove tutto si trasforma, ogni pianta cambia nuance e ogni volta ottieni un risultato diverso dall’altro, con delle particolarità assolutamente uniche e affascinanti“, spiega Anna Mello, responsabile ricerca e sviluppo della Tintoria di Quaregna. Racconta così di un mondo affascinante e decisamente green, dove dal 1948 l’azienda di famiglia per tingere utilizza solo ed esclusivamente fiori, foglie, bacche e radici, che permettono di ottenere una gamma vastissima di colorazioni, senza  utilizzare processi chimici ausiliari di nessun tipo. Una tradizione che continua con questa collezione Falconeri bella e green.

Fonte: glamour

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Falconeri lancia il cashmere tinto con le erbe dalla Tintoria Quaregna

Falconeri: insieme a Tintoria Quaregna lancia il cashmere tinto con le erbe

Una nuova collaborazione ecosostenibile per Falconeri

Le tinture naturali spiegate in boutique

Collezione green per Falconeri grazie alla Tintura di Quaregna